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La vita e le opere di F. Mendelssohn

Vita e opere F. Mendelssohn e Spartiti Musica Classica F. Mendelssohn in formato pdf



A differenza di molti altri grandi compositori, Felix Mendelssohn fu, come il suo nome di battesimo sembrava augurargli e presagire, estremamente fortunato e felice durante l’intero corso della vita. "Prima ero figlio di un padre , adesso sono padre di un figlio". Può sembrare un assurdo gioco di parole, ma aveva un arguto significato di verità, poiché a dirlo era Abraham Mendelssohn, figlio del celebre filosofo Moses e padre del già celebre, grande compositore Felix. Il musicista nacque ad Amburgo il 3 febbraio del 1809 da una famiglia di agiate condizioni finanziarie e di elevata estrazione: far parte della famiglia dei Mendelssohn equivaleva a crescere e a svilupparsi in un ambiente di alta cultura umanistica e musicale, quale si trovava in Germania tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento. L’agiatezza della famiglia - consolidata da attività finanziarie fortunate - era un tranquillo e robusto veicolo per ogni attività intellettuale e artistica, praticata come nobile corredo di ciascuno. La madre, Lea detta Lilla, era una Salomon, una famiglia ebraica come i Mendelssohn, ed era nipote del grande banchiere Daniel Itzig, pure israelita. Negli Stati tedeschi non erano state ancora promulgate le leggi che emancipavano gli Ebrei; a questi era vietato frequentare le scuole pubbliche. Per Felix, come per le sorelle Fanny e Rebekka e per il fratello Paul, ci furono attimi precettori adatti ai figli di Lea, che leggeva i poemi omerici in greco; non per nulla Felix, ben istruito dal professor Heyse, che trattava la filologia classica con vivacità, si divertì a scrivere un poemetto satirico in greco sulle baruffe dei ragazzi. Quindi Mendelssohn, fin dalla giovane età, venne educato alla cultura umanistica, fu circondato dalla musica e dalle arti più raffinate e visse sempre in un ambiente sereno e scevro da gravi preoccupazioni. Egli lavorava sodo nell’applicarsi alle materie predilette: ogni mattina alle cinque si alzava e iniziava la sua laboriosa giornata dedicata allo studio del pianoforte, del violino, del disegno e delle lingue straniere. A dodici anni aveva al suo attivo varie graziose composizioni nelle forme più diverse. In seguito i Mendelssohn si trasferirono a Berlino, loro città d’origine; così, dopo i primi insegnanti: Berger, allievo di Clementi, per il pianoforte e Henning e Rietz per violino e viola, Felix ebbe per maestro Karl Friedrich Zelter, un solido anche se limitato musicista; tra i suoi lati positivi l'avergli fatto conoscere e studiare il Clavicembalo ben temperato di Bach. Zelter era il consulente musicale di Wolfgang Goethe, così, quando Felix dodicenne ebbe dimostrato largamente le sue doti eccezionali di precoce musicista, Zelter lo condusse a Weimar e lo fece incontrare con Goethe, che aveva allora 72 anni ed era uno dei massimi scrittori europei dell’epoca e di tutti i tempi. Lo scrittore e il ragazzo strinsero vincoli di sincera amicizia. In quel periodo la figura di Goethe campeggiava con la sua esemplare universalità di esperienze e di opere, che andavano dalla poesia alla scienza, nella sintesi di una visione nata dalle fiamme della Sturm und Drang e divenuta classicamente olimpica; in quella cultura si univano la riscoperta di Shakespeare e quella dei classici greci, la ricerca dei filosofi dopo Kant, i germogli del nascente Romanticismo; la musica si era fatta più libera e più eloquente con il messaggio di Beethoven. Ben presto le doti straordinarie di Felix compositore si rivelarono, quasi a compensare qualche momento difficile per la famiglia dovuto anche all’antisemitismo diffuso negli anni intorno al 1819. In quel periodo i Mendelssohn adottarono il secondo cognome Bartholdy da un parente battezzato; vennero battezzati essi stessi divenendo cristiani protestanti. Intanto Felix aveva composto tra il 1821 ed il 1823 dodici Sinfonie per archi (l’undicesima anche con strumenti a percussione), Concerti per violino ed archi, per due pianoforti, per pianoforte e violino. Davanti a questo talento il padre rinunciò a farne un uomo d’affari, tanto più dopo che Luigi CHERUBINI, allora direttore del Conservatorio di Parigi e autorità musicale di fama europea, aveva dato al ragazzo un giudizio positivo. Nel 1825, a soli sedici anni, Felix compose l’Ottetto per doppio quartetto d’archi, autentico capolavoro divenuto celebre e l’anno successivo l’Ouverture per il Sogno di una notte di mezza estate, altro capolavoro; sedici anni dopo l’avrebbe collocata intatta in testa alle musiche di scena per l’omonima commedia shakesperiana, che comprendono la celeberrima Marcia nuziale. La carriera di Felix Mendelssohn proseguì fulminea e versatile, con giovanile freschezza e ammirevole sapienza e con un attivismo tipico dell’educazione israelitico-puritana. Egli con la sua musica, non solo raggiunse presto rinomanza mondiale in qualità di compositore, ma riuscì anche a realizzare pienamente quella che fu la sua più grande ambizione della sua vita: richiamare l’attenzione dell’ambiente musicale, allora piuttosto negligente, sulle opere, da troppo tempo cadute nell’oblio, di uno dei massimi maestri della composizione musicale: Johann Sebastian Bach. Nel 1829, con l’attore Eduard DEVRIENT, Mendelssohn organizzò la riscoperta della Passione secondo San Matteo di Bach e la diresse inversione ridotta e ritoccata nella strumentazione, ma meglio adatta a essere assimilata dal gusto di allora; l’esito fu trionfale e diede via alla graduale rinascita Bachiana. Viaggi all’estero per istruzione e tournèes musicali portarono il compositore in Inghilterra, in Scozia (le isole Ebridi gli ispirarono l’ouverture: La grotta di Fingal), in Italia (la Sinfonia n. 4 italiana) e a Parigi. L’orchestra sinfonica del Gewandhaus di Lipsia lo nominò direttore; eseguendo Mozart, Haydn, Weber, Beethoven, Shubert ed altri grandi, Mendelssohn si collocò tra i primi illustri nomi della direzione d’orchestra moderna con Habeneck, Berlioz e Wagner. Da Mendelssohn la città ebbe elevato il livello della diffusione musicale e fu lui a fondare il Conservatorio di Lipsia nel 1843. Il musicista ebbe l’amicizia di Schumann e di Liszt, mentre i rapporti con Wagner intrecciarono cordialità e stima a rivalità. Alle Sinfonie si aggiunse un altro capolavoro, ancora oggi amatissimo, il Concerto per violino e orchestra in mi minore. La musica di Mendelssohn si impose come un esempio di grande nitidezza, dove l’afflato romantico trovava un equilibrio d’invidiabile classicità, pur in forme talvolta originali, come nelle sei Sonate per organo. Grandiose linee ebbero gli oratori Paulus ed Helias; gli otto volumi di Lieder ohne Worte (Romanze senza parole), che inanellarono brevi, preziose pagine. Tanta felicità di vita sembrava connaturata oltre al nome Felix, allo splendido connubio di cultura e creatività, in perfetta coerenza con l’estetica della personalità romantica, senza che però venisse invaso il campo della concezione musicale. Mendelssohn, infatti, non ra favorevole alla musica "a programma", cara a Berlioz e a Liszt; la sua voleva essere - asseriva lui stesso - una musica "musicale": Ma un male nella famiglia Mendelssohn appariva ereditario: l’ictus cerebrale che stroncò l’amatissima sorella Fanny nel 1847. Il dolore colpì duramente Felix e, appena cinque mesi dopo, lo stesso male uccideva anche lui: era il 4 novembre del 1947. Le cause della prematura scomparsa di Felix Mendelssohn Bartholdy vanno ricercate anche all’inevitabile stress a cui sottopose il suo fisico per le molteplici attività artistiche, amministrative e pedagogiche che consumarono anzitempo il già debole organismo del musicista lui. Morendo, Mendelssohn lasciò al mondo in preziosa eredità un gran numero di lavori di elegantissima e levigata fattura; musica che rispecchia ed esprime a meraviglia il carattere Affabile e la sensibilità raffinata del suo felice autore. Personalità artistica compiuta fin dalle prove giovanili il musicista doveva influire a lungo su vaste zone della musica europea.

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