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La vita e le opere di F. Liszt

Vita e opere F. Liszt e Spartiti Musica Classica F. Liszt in formato pdf



Franz Liszt nacque a Raiding, villaggio feudale dei principi Esterhazy, nel 1811. Suo padre, Adamo, era intendente dei principi, ma la sua professione non lo gratificava perché il suo sogno fu sempre quello di diventare musicista. Quando il piccolo Franz a sei anni espresse il desiderio di imparare la musica, ebbe il pieno appoggio della famiglia e soprattutto del padre, che vedeva nel figlio il riscatto dei suoi disinganni. Già a nove anni dava concerti pubblici, apprendeva con una facilità tale la musica che sembrava ricordasse cose già apprese. A dieci anni, con una borsa di studio assegnatagli da un gruppo di nobili ungheresi, andò a Vienna a studiare pianoforte con Carl Czerny e composizione con Salieri. Continuò gli studi musicali a Parigi con Paer e Reicha , affiancandoli anche a studi di poesia, filosofia e sociologia frequentando i maggiori circoli culturali del tempo (Lamartine, Hugo, Delacroix, Chopin, Paganini e Berlioz ecc.. furono alcuni dei suoi migliori amici). Fino al 1835 diede concerti in Francia, Inghilterra e Svizzera. Nel 1835 fuggì in Svizzera con la contessa Marie d’Agoult, dalla quale ebbe tre figli: Blandine, Cosima (che divenne moglie di H. von Bulow e poi di Wagner) e Daniel. Fino al 1839 essi vissero tra la Svizzera e l’Italia, e Liszt rievocò i paesaggi e la storia dei due paesi nelle raccolte di Annesse de pélerinage per pianoforte. Ma è dal 1839 al 1847 che il maestro acquista una fama grandissima e divenne il concertista più ammirato, più discusso e retribuito dell’Europa, con successi paragonabili a quelli di Paganini. L’intensa attività concertistica non ostacolava, però, quella di compositore; infatti risalgono a questo periodo le raccolte di Grandi studi, Studi trascendentali, Consolazioni e le Rapsodie ungheresi, in cui egli definì la moderna tecnica della virtuosità pianistica. Abbandonò la carriera concertistica nel 1848, e si stabilì a Weimar come Kapellmeister dell’ orchestra di corte. Qui per circa un decennio si dedicò alla composizione, alla direzione d’orchestra e all’insegnamento. Risalgono a questo periodo composizioni di più ampio respiro strutturale, come la Sonata in si minore dedicata a Schumann, Totentanz per pianoforte e orchestra, le sinfonie Faust e Dante e primi 12 poemi sinfonici. L’attività di direttore d’orchestra fu di grandissimo rilievo culturale per la scelta del repertorio ( Berlioz, Schumann, Wagner ecc..). Nel 1861 Liszt si stabilì definitivamente a Roma. Nel 1865 prese la tonsura e gli ordini minori. A partire dal 1869 tornò ogni anno a Weimar per tenere corsi di pianoforte, girava tutta l’ Europa per insegnare e dirigere; si impegnava molto nell’insegnamento, impartendo anche lezioni gratuite ai molti allievi che venivano da tutta l’Europa per assistere alle sue lezioni; in tal modo creò una scuola orientata dalla sua concezione della tecnica pianistica, che fu illustrata tra gli altri, da Tausig, A. Rubinstein, Sauer, Sgambati. La produzione musicale del maestro è molto vasta e tocca tutti i generi musicali: varie opere teatrali, messe, due concerti, lieder per canto e pianoforte, moltissime pagine religiose e una produzione sterminata di musica pianistica. Ugualmente ampio è il settore delle trascrizione sia per piano che per orchestra. Fu prodigo anche nello scrivere saggi, di cui si ricordano gli scritti F. Chopin e Degli zingari e della loro musica in Ungheria. La musica di Liszt (soprattutto quella pianistica ) predilige l’esibizione virtuosistica, le grandi folle, le forme ampie che diano spazio all’ esibizione acrobatica. Altre volte la sua musica è usata in modo tanto innovativo da anticipare l’uso timbrico percussivo del pianoforte di Bartok (Totentanz). Altre volte, come nelle consolazioni e in Annees de pellegrinage , ci troviamo di fronte a perle di raffinata eleganza, espressione ed intimità. Ad un primo ascolto, però, Liszt colpisce per la tecnica innovativa portata ai massimi livelli; tecnica fatta di successioni di accordi e ottave, passi di scale cromatiche e diatoniche, salti acrobatici ed alternanza fra le mani. La musica orchestrale è spesso segnata dal cromatismo, da sovrapposte fluttuazioni degli archi, dagli impasti in pianissimo degli ottoni, dalla ricerca di nuove possibilità timbriche degli strumenti a fiato e di tutta l’orchestra così come in Berlioz e Wagner. Il nucleo della sua produzione sinfonica è costituito dai 12 poemi sinfonici una forma da lui stesso creata. Quasi tutti i poemi hanno un referente letterario e pittorico preciso. Nella musica religiosa rivelò un profondo senso del sacro che emerge nella Missa solemnis, nel Requiem, nei due oratori e in moltissime altre composizioni. Liszt conquistò una grande autorevolezza grazie al virtuosismo; mettendo in primo piano il ruolo dell’interprete, diede un’ importante spinta alla musica dei contemporanei ( Schumann, Berlioz, Wagner, Schubert e tanti altri minori). Un aspetto molto presente nella musica del maestro sia nelle piccole che grandi composizioni fu la trasformazione di un tema in altri temi diversi per durata, ritmo ed intervalli e l’introduzione del principio ciclico, secondo il quale un tema riappariva nei successivi movimenti , adeguandosi alle mutate situazioni psicologiche; anche la forte caratterizzazione di ogni tema, specialmente come tensione interiore, è caratteristica del suo modo di comporre ( es. sinfonia Faust ). La fama di Liszt non diminuì mai in nessun campo; il suo stile compositivo fu fatto proprio da generazioni di musicisti e la sua spettacolare tecnica pianistica affascina ancora a distanza di quasi due secoli. Nel 1886 recatosi a Bayreuth per le rappresentazioni wagneriane, vi morì di polmonite.

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