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Sii saggia quanto sei crudele, non pressar (Sonetto 140) - William Shakespeare

Poesia Sii saggia quanto sei crudele, non pressar (Sonetto 140) di William Shakespeare Sii saggia quanto sei crudele, non pressar...

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Sii saggia quanto sei crudele, non pressar (Sonetto 140) (William Shakespeare)

Sii saggia quanto sei crudele, non pressar
la mia muta pazienza col tuo continuo sdegno
affinché il dolore non mi presti verbo e dica
il perché della mia amara pena.
Se potessi insegnarti un po' d'acume, ti converrebbe
amore, dirmi che mi ami, anche se non vero;
come a malati tremanti ormai prossimi alla fine,
vengon dette dai medici sol parole di speranza.
Perché se disperassi, senz'altro impazzirei
e nelle mia follia di te potrei dir male;
questo deviato mondo è oggi così perverso
che i più pazzi maldicenti trovan sempre ascolto.
Perché io non sia creduto, né tu sia calunniata,
ferma il tuo sguardo pur se il tuo cuore assente.

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